22 NOVEMBRE 2020

Domenica 22 novembre, Cristo Re

Ore 08.00:   Liberina

Ore 09.30:   Ambrogio e Gianna

Ore 11.00:   Benedizione Statua Sacro Cuore; def. Luigi Verri e fam.

Lunedì 23 novembre

Ore 16.30:   Pasquale Certani, Luigia e fam.

Martedì 24 novembre

Ore 16.30:   Pietro Ricci e Camilla Trabucchi

Mercoledì 25 novembre

Ore 16.30:   Per lacomunità

Giovedì 26 novembre 

Ore 16.30:   Per gli ammalati

Venerdì 27 novembre

Ore 16.30:   Per il seminario

Sabato 28 novembre

Ore 17.00:   Angelo, Livia, Siro e fam.

Domenica 29 novembre, I di Avvento

Ore 08.00:   Luigi Angoli, Siro e Maria

Ore 09.30:   Deff. Fam. Scoccati e Vigoni

Ore 11.00:   Adriana

22 NOVEMBRE 2020

Cari fratelli,

la centralità di Cristo nella liturgia e nella spiritualità, nella lettura della storia e della propria esistenza è la grande premessa di questa celebrazione.

Contro gli squilibri devozionalistici, contro la tentazione della superstizione o dei surrogati religiosi, il fedele deve richiamare se stesso all’autenticità della sua fede fondata sul primato del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Il riconoscimento di questa fede non avviene solo attraverso la professione delle labbra ma soprattutto attraverso l’attuazione dell’amore.

E solo così che si è ammessi al Regno.

Nell’amore gratuito ed universale verso il prossimo si vive quella relazione vitale col Cristo che è lo specifico del cristianesimo.

Il vangelo osserva che l’unione con Cristo attraverso gli atti d’amore durante l’esistenza terrena è in pratica l’inizio della comunione eterna con lui.

Il lezionario odierno ci proietta anche verso il senso ultimo della storia.

Già Ezechiele fa balenare un regno in cui il pastore non sarà un re ma Dio stesso.

Nel vangelo abbiamo la celebrazione del giudizio ultimo in cui si svelerà il senso del nostro itinerario terreno, in cui apparirà la reale qualità dell’esistenza di ogni uomo.

Paolo poi ci presenta un mirabile affresco escatologico in cui disegna l’armonia del Regno verso il quale noi siamo indirizzati, un’armonia che sarà piena comunione.

Nessun frammento di bene cade nel vuoto.

Dio ha tracciato un disegno anche nella nostra trama confusa e spesso lacerata.

La chiusura dell’anno liturgico è segnata da questa solennità che è simile ad un’abside in cui domina la figura di Cristo Re e Signore.

Di fronte al suo sguardo siamo invitati ad un bilancio della nostra esistenza, delle nostre miserie e dei nostri splendori, ricordando che l’ultima parola che Gesù pronuncia nel vangelo di Matteo, letto quest’anno, è: “Io sarò con voi sino alla fine dei tempi”.

Don Emilio

15 NOVEMBRE 2020

Domenica 15 novembre, XXXIII del Tempo Ordinario e giornata del Ringraziamento

Ore 08.00:   Fam. Ferrari Bianchi

Ore 09.30:   Mario e Letizia Cerri

Ore 11.00:   Tiziano Resca

Lunedì 16 novembre

Ore 16.30:   Per la comunità

Martedì 17 novembre

Ore 16.30:   Brerra Giuseppe

Mercoledì 18 novembre

Ore 16.30:   Per il seminario

Giovedì 19 novembre 

Ore 16.30:   Per tutti gli ammalati

Venerdì 20 novembre

Ore 16.30:   Pro orantibus

Sabato 21 novembre

Ore 17.00:   Carlo, Piera, Battista e Mariuccia

Domenica 22 novembre, Cristo Re

Ore 08.00:   Liberina

Ore 09.30:   Ambrogio e Gianna

Ore 11.00:   Luigi Verri e fam.

15 NOVEMBRE 2020

Cari fratelli,

a prima vista la parabola dei talenti, che oggi leggiamo nel vangelo, può risultare imbarazzante, legata come sembra alla logica di mercato.

L’accento nell’interpretazione è stato posto spesso sulle opere, sul fruttificare: ma questo è certamente parziale.

Infatti il senso generale della parabola è ben specificato dal premio e dal castigo finale che trascendono i limiti del racconto.

Il tema generale è, allora, quello dell’accoglienza operosa del Regno.

Più che sul semplice impegno per sviluppare bene le proprie doti, il discorso cade sull’accettazione efficace ed attiva del dono della salvezza.

In pratica dunque è l’equivalente dell’esortazione paolina alla vigilanza.

Il primo appello che oggi riceviamo ci orienta perciò verso una decisione seria e radicale che si esprime nella concretezza della vita e nella specificità delle nostre scelte.

Il motivo del fruttificare non è certo escluso.

Come la donna ideale della prima lettura, anche noi siamo chiamati all’operosità ed alla misericordia verso il misero.

Come l’uomo che teme il Signore del salmo 127, siamo chiamati a vivere del lavoro delle nostre mani.

Come i cristiani di Tessalonica siamo chiamati a vivere come figli della luce e del giorno, che compiono le opere giuste.

Come i due servi dei cinque e dei due talenti, siamo chiamati ad un serio impegno perché i nostri doni crescano in bene per tutti.

Nella figura del servo c’è anche un’altra connotazione: la paura che trasforma la religione in un dovere e quindi nel minimo richiesto: “So che sei un uomo duro che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; per paura ho nascosto il tuo talento”.

“La fede in Cristo è il rischio di tutti i rischi; è per tutti lo stesso salto nel vuoto. Ma è anche gioia e promessa, amore e vita. È conversione; è il radicale nuovo orientamento dell’uomo che sta nudo davanti a Dio e che per amore è pronto a perdere la propria anima” (K. Barth).

Don Emilio

08 NOVEMBRE 2020

Domenica 08 novembre, San Leonardo

Ore 08.00:   Maria Luisa Del Conte

Ore 09.30:   Tito

Ore 11.00:   Jean Paul Merquey e Pierino Lastrico

Lunedì 09 novembre

Ore 16.30:   Carlo e Lucia

Martedì 10 novembre

Ore 16.30:   Fam. Carena e Bianchi

Mercoledì 11 novembre

Ore 16.30:   Fam. Cucchi Fiorani

Giovedì 12 novembre 

Ore 16.30:   Luigi Angoli

Venerdì 13 novembre

Ore 16.30:   Mons. Diego Parodi

Sabato 14 novembre

Ore 17.00:   Loredana Lanati e Giovanni Gatti Comini

Domenica 15 novembre, XXXIII del Tempo Ordinario e giornata del Ringraziamento

Ore 08.00:   Fam. Ferrari Bianchi

Ore 09.30:   Mario e Letizia Cerri

Ore 11.00:   Tiziano Resca

08 NOVEMBRE 2020

Cari fratelli,

con oggi torniamo ad una certa normalità della vita di fede, dopo le feste dei santi e della Dedicazione della Chiesa, normalità che a fine mese si interromperà di nuovo per l’inizio dell’avvento.

Troviamo oggi nel vangelo la celeberrima parabola delle dieci vergini che vanno incontro allo sposo.

La storia di queste dieci ragazze fa capire quali devono essere le condizioni dei credenti, perché il loro incontro definitivo con Gesù Signore, che porta a compimento il regno dei cieli, sia un evento di salvezza e non di condanna.

In questo quadro interpretativo lo sposo è Gesù che viene alla fine come Signore.

Egli allora si rivelerà come giudice che esclude dalla comunione salvifica quelli che non sono pronti.

Le dieci ragazze che vanno incontro allo sposo con le loro lucerne sono i discepoli la cui luce deve risplendere davanti agli uomini perché vedano le opere buone e diano gloria al Padre.

Sulla base del lezionario di oggi, potremmo identificare le condizioni del fedele per poter entrare alle nozze:

a) l’ansia continua per la sapienza del cuore;

b) l’attesa vigile della speranza;

c) la scelta per la luce della fede;

d) l’olio della giustizia;

e) la fiducia nella risurrezione, come ammonisce Paolo.

Il motivo del ritardo dello sposo è un tema molto sentito nelle Chiesa delle origini, come ci attesta Paolo nella lettera ai Tessalonicesi.

Per questo l’Apostolo invita ad una pazienza-speranza, pronti a scrutare i segni misteriosi dell’agire di Dio, ad attenderlo anche nell’oscurità e nel silenzio, nel dolore e nella lontananza.

La parabola non conosce solamente l’oscurità della notte, ma anche quella della porta chiusa.

C’è un rifiuto di Dio ed un rifiuto dell’uomo che si intrecciano reciprocamente.

La responsabilità di ogni uomo è messa in causa da Gesù il cui messaggio fondamentale è quello dell’offerta della salvezza, cui spesso si associa il rifiuto dell’uomo.

Don Emilio

01 NOVEMBRE 2020

Domenica 01 novembre, Tutti i Santi

Ore 08.00:   Floriano Cesoni

Ore 09.30:   Fam. Savini

Ore 11.00:   Aldo e Liliana

Ore 15.00:   S. Rosario al Cimitero

Lunedì 02 novembre, fedeli defunti

Ore 10.30:   (Al cimitero) Tina, Riccardo e fam.

Ore 20.20:   (In Chiesa) S. Rosario. A seguire S. Messa per tutti i Defunti

Martedì 03 novembre

Ore 16.30

Mercoledì 04 novembre

Ore 16.30

Giovedì 05 novembre 

Ore 16.30

Venerdì 06 novembre

Ore 16.30

Sabato 07 novembre

Ore 16.00:   Battesimo

Ore 17.00:   S. Messa per la comunità

Domenica 08 novembre, San Leonardo

Ore 08.00:   Maria Luisa Del Conte

Ore 09.30:   Tito

Ore 11.00:   Jean Paul Merquey e Pierino Lastrico

01 NOVEMBRE 2020

Cari fratelli,

la festa di Tutti i Santi ci invita a meditare sulla grande realtà della santità cristiana, che è la totalità nello spirito delle beatitudini.

E quell’atteggiamento di apertura e di donazione che ha per simbolo la fiducia del bambino (Sal 131).

La totalità è povertà in spirito, mitezza, giustizia, purezza, pace e misericordia.

La santità è coscienza effettiva di essere figli di Dio.

Nei manoscritti di Qumram c’è una bella invocazione: “Tu sei un padre per i tuoi figli fedeli; tu esulti su di essi come una mamma sul suo piccino”.

Questa filiazione va però fatta crescere sempre più attraverso una purificazione interiore, perché raggiunga la meta della piena conformazione a Dio allorché lo vedremo così come Egli è.

La santità è pluralità: le vie sono 144.000, come gli eletti dell’Apocalisse.

Ognuno attraverso il suo dono, il suo cuore, il suo riso e le sue lacrime, deve giungere all’Agnello.

Importante è non perdere di vista la meta e non lasciarci schiacciare dalla tribolazione.

La santità è lode, beatitudine, pace.

Lo si vede dal genere stesso delle beatitudini, dal canto corale degli eletti dell’Apocalisse, dalla speranza della seconda lettura.

Già l’antica religione egiziana aveva intuito questa qualità della santità quando faceva scrivere sui frontoni dei templi questa beatitudine, destinata ai fedeli del dio Amon: “Due volte felice chi riposa sul braccio di Amon, lui che si prende cura del silenzioso, che aiuta il povero e che dà il soffio vitale a chi lo ama”.

Don Emilio

25 OTTOBRE 2020

Domenica 25 ottobre, Dedicazione della Chiesa

Ore 08.00:   Ballerini Giuseppe

Ore 09.30:   Carlo Casella

Ore 11.00:   Fam. Ferrari Bianchi

Lunedì 26 ottobre

Ore 16.30:   Fam. Bordoni, Manelli, Grassi e Fiocchi

Ore 20.45:   Defunti Parrocchia

Martedì 27 ottobre

Ore 16.30:   Luisa Quaglini e fam. Tarantola

Ore 20.45:   Defunti Parrocchia

Mercoledì 28 ottobre

Ore 16.30:   Defunti Parrocchia

Ore 20.45:   Perotti Luigi

Giovedì 29 ottobre 

Ore 16.30:   Defunti Parrocchia

Ore 20.45:   Gino Franceschini, suor Emma Clara e fam.

Venerdì 30 ottobre

Ore 16.30:   Defunti Parrocchia

Ore 20.45:   Enrico e Daria, Francesco e Maria

Sabato 31 ottobre

Ore 17.00:   Antonio Bisoni

Domenica 01 novembre, Tutti i Santi

Ore 08.00:   Floriano Cesoni

Ore 09.30:   Fam. Savini

Ore 11.00:   Aldo e Liliana

Ore 15.00:   S. Rosario al Cimitero

25 OTTOBRE 2020

Cari fratelli,

oggi facciamo memoria della dedicazione della nostra Chiesa, cioè del giorno in cui, ed era il 24 maggio 1757, è stata consacrata e dedicata a Maria Santissima e a San Leonardo.

Poiché l’anniversario cade sempre nel periodo pasquale, non è possibile celebrarlo con il dovuto risalto.

Ed allora si suggerisce di celebrarlo nella domenica precedente la solennità di Tutti i Santi, per porre in luce l’intima unione della Chiesa terrestre con la Chiesa celeste.

In questo giorno si celebra il mistero della Chiesa viva, cioè del popolo di Dio peregrinante verso la Gerusalemme celeste.

Il Tempio, il rito, gli oggetti sacri non sono fini a sé stessi.

Non sono strutture pesanti o quanto meno opache.

Il cristianesimo è religione prima di tutto della coscienza, dello spirito dell’esistenza e della verità.

Dio però si rivela anche nella materialità, nella spazialità e nella creazione tutta.

Il cristianesimo è dunque incarnazione, è sintesi ed armonia.

Offrire una chiesa per l’incontro con Dio è segno di fedeltà a Dio che ama tutte le cose.

Continua la novena per i Defunti.

Don Emilio

Diocesi di Pavia