23 AGOSTO 2020


Cari fratelli,

il Vangelo di oggi, sostenuto dal modello simbolico di Isaia, è una specie di dichiarazione-istituzione e di catechesi solenne sul ruolo ecclesiale di Pietro.

Come tale, al di là delle discussioni sul suo valore come fondamento del ruolo del vescovo di Roma, diventa un testo prezioso per comprendere il progetto ecclesiale dei vangeli, soprattutto di Matteo.

Si potrebbe ancora una volta rimandare alla lettura e all’approfondimento della Lumen Gentium, la costituzione conciliare sulla natura della Chiesa.

Naturalmente questa riflessione deve trasformarsi in verifica della fedeltà nostra al progetto ecclesiale voluto da Cristo.

La Chiesa è il segno storico del Regno; ne è l’espressione visibile, anche se i confini del regno passano per linee invisibili, quelle dei cuori.

Dobbiamo contemplare ed amare questa architettura voluta dallo Spirito, costruita da Cristo, partendo dalla successione apostolica del papa e dei vescovi, passando attraverso il sacerdozio ministeriale e quello comune, celebrando lo splendore dei doni e l’armonia dell’unità nel fondamento comune, vivendo la gioiosa possibilità del perdono e dell’incontro eucaristico.

Come Cristo che salva e giudica, anche la Chiesa in suo nome lega e scioglie.

Il simbolismo delle chiavi e dell’aprire-chiudere si muove su questa linea.

Ma tutto l’accento deve essere spostato sul tema del perdono.

Gesù aveva ammonito: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini, perché così voi non entrate e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarvi” (Mt 23,13).

La Chiesa deve denunciare il male e l’ingiustizia, ma suo compito primario è quello di annunziare, come il suo Signore: “Il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo” (Mc 1,15).

Perché la Chiesa ha come punto di riferimento ultimo il Cristo, il Figlio del Dio vivente, professato oggi da Pietro e, con lui, da tutta la Chiesa.

Don Emilio

16 AGOSTO 2020

Domenica 16 agosto, XX del Tempo Ordinario

Ore 08.00:   Per la comunità

Ore 09.30:   Floriano

Ore 11.00:   Adriana Montanaro

Ore 20.30:   Recita del S. Rosario davanti alla cappellina di S. Rocco

Lunedì 17 agosto

Ore 8.30

Martedì 18 agosto

Ore 08.30

Mercoledì 19 agosto

Ore 08.30

Giovedì 20 agosto 

Ore 08.30

Venerdì 21 agosto

Ore 08.30

Sabato 22 agosto

Ore 17.00:   Suor Gian Luisa e deff. Fam. Fondrini (legato)

Domenica 23 agosto, XXI del Tempo Ordinario

Ore 08.00:   Per la comunità

Ore 09.30

Ore 11.00:   Adriana, Nicodemo e Virginia

16 AGOSTO 2020

Cari fratelli,

la solennità dell’Assunta ci orienta verso il destino del credente, un destino di vita e di comunione.

Certo, il senso religioso rende vivo anche il senso della morte contro l’ottundimento della superficialità.

Il senso religioso rende vivo anche il senso della vita oltre la morte, dell’incontro con Dio, dell’assunzione con Lui.

Maria è la presenza di Dio in noi perché porta in sé il Cristo.

La donna dell’Apocalisse, l’arca, il cielo, il grembo benedetto, la serva sono simboli e segni di questo intreccio tra Dio e l’Uomo.

In Maria Dio si fa uomo e in Maria l’uomo è chiamato alla comunione con Dio.

La sigla di questa liturgia della vita e della divinizzazione dell’uomo è espressa nel prefazio: “Hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza”.

Le letture della domenica poi ci introducono alla chiamata universale ed universalistica di tutte le genti alla salvezza.

Ci invitano al dialogo, in un cammino di sincerità e di reciprocità.

Il tema del dialogo è certamente una sfida da raccogliere e in questo impegno i cristiani devono abbandonare ogni grettezza.

Il messaggio cristiano è amore e rispetto per ogni uomo; è destinato ad ogni uomo, non solamente ad alcuni; è infine apertura a tutti i valori dell’umanità.

Deve essere condotto, quale esperienza fondamentale della comunità cristiana, con intelligenza, amore e gradualità, evitando lo scoglio del rigorismo integralista e del sincretismo quasi indifferente.

Il dialogo suppone, quindi, pazienza e attesa, sia da parte del cristiano, che deve condividere i tempi di Dio e le sue vie, che non sono mai sempliciste ed irrispettose della libertà umana, sia da parte dei destinatari, che devono imparare ad ascoltare ed a vagliare con l’ansia della ricerca.

La ricerca amorosa e continua, segno di umiltà e di apertura interiore, permette l’incontro, almeno come compagni di viaggio, se non come coinquilini.

Don Emilio

09 AGOSTO 2020

Domenica 09 agosto, XIX del Tempo Ordinario

Ore 08.00:   Per la comunità

Ore 09.30

Ore 11.00:   Adriana Montanaro

Lunedì 10 agosto

Ore 8.30

Martedì 11 agosto

Ore 08.30

Mercoledì 12 agosto

Ore 08.30

Giovedì 13 agosto 

Ore 08.30

Venerdì 14 agosto

Ore 17.00:   Loredana Lanati e Giovanni Gatti Comini

Sabato 15 agosto, Assunta

Ore 08.00:   Suor Gian Luisa e del. Fam. Fondrini

Ore 09.30:   Francesco e Carolina Locardi

Ore 11.00:   Fratelli Carena Ezio, Franco e Carla  

Domenica 16 agosto, XX del Tempo Ordinario

Ore 08.00:   Per la comunità

Ore 09.30:   Floriano

Ore 11.00:   Adriana Montanaro

Ore 20.30:   Recita del S. Rosario davanti alla cappellina di S. Rocco

09 AGOSTO 2020

Cari fratelli,

oggi ci viene proposta una grande pagina del 1° libro dei Re: attraverso una manifestazione di Dio a tappe, Elia riceve una nuova missione chiarificatrice sul senso della sua vita.

Dio non è solo il fuoco che sinora il profeta ha annunciato, ma anche la tenera brezza dell’amore e del silenzio.

Alle sorgenti di Israele (il Sinai), nella solitudine del deserto, sotto il segno del vento, che non sai da dove venga né dove vada, Elia scopre un nuovo aspetto del mistero di Dio.

Anche per noi è necessario ritornare più spesso alle radici della nostra vocazione attraverso il silenzio; è necessario vedere altra luce del mistero di Dio nel nostro io.

Ed è così che otteniamo la pace e la forza per riprendere il cammino della vita.

Elia impara nella riflessione a superare le semplificazioni di Dio e ne scopre l’insondabile mistero.

Perde così la visione unilaterale di Dio e degli uomini.

Oggi anche noi siamo invitati a superare noi stessi, per essere aperti, tolleranti, dolci e discreti come il Dio della brezza.

La tempesta non è di Dio, anzi, come insegna il vangelo di oggi, essa è il male che Cristo piega come se fosse una forza demoniaca.

La manifestazione di Cristo, Signore degli elementi, è la celebrazione della fede come lampada della notte oscura, nella tempesta e nello sprofondare della paura.

L’itinerario nostro può essere come quello di Cristo, un cammino sul mare del male, senza inabissamenti, se i nostri occhi ed il nostro cuore sono fissi su di lui.

Paolo infine ci permette di percepire, nella lettura proposta, tutto il suo dolore ed il suo travaglio interiore per l’incredulità di Israele, la sua stirpe secondo la carne, nonostante gli otto privilegi inestimabili che, grazie alla benevolenza di Dio, Israele ha ricevuto.

Don Emilio

02 AGOSTO 2020

Domenica 02 agosto, XVIII del Tempo Ordinario

Ore 08.00:   Fam. Boggiani

Ore 09.30:   Luigi Scoccati

Ore 11.00:   Ricordiamo tutti i defunti del mese

Lunedì 03 agosto

Ore 9.00:   Funerale

Martedì 04 agosto, S. Giovanni M. Vianney

Ore 08.30

Mercoledì 05 agosto

Ore 08.30

Giovedì 06 agosto, Trasfigurazione del Signore

Ore 08.30:   Oreste

Venerdì 07 agosto

Ore 08.30

Sabato 08 agosto

Ore 17.00:   Per la comunità

Domenica 09 agosto, XIX del Tempo Ordinario

Ore 08.00:   Per la comunità

Ore 09.30

Ore 11.00:   Adriana Montanaro

02 AGOSTO 2020

Cari fratelli,

il miracolo della moltiplicazione dei pani, di cui ci parla il vangelo di oggi, è descritto tenendo presente la sequenza degli atti della cena pasquale: alzare gli occhi al cielo, pronunziare la benedizione, spezzare e dare i pani.

Con ciò si richiama, quasi anticipandola, la cena eucaristica.

Dobbiamo impedire che i segni del Cristo diventino gesti di amore sciupato.

Il suo corpo in cibo è il segno altissimo della sua comunione con noi.

Dobbiamo impedire che diventi un atto accolto frettolosamente.

Dobbiamo scoprire l’adesione gioiosa del cuore e della coscienza.

Scriveva il cardinale Martini: “L’Eucarestia è un prodigio che fiorisce da quel prodigio di inesauribile amore che è il Mistero pasquale. Dio, nell’Eucarestia di Gesù, prende sul serio la propria volontà di alleanza, cioè la decisione di stare realmente tra gli uomini, di accoglierli come figli, di attrarli nell’intimità della sua vita”.

Le nostre assemblee eucaristiche devono riscoprire questa dimensione di alleanza e di intimità.

Il dono di Dio è veramente gratuito (I lettura).

Stretti nella morsa delle nostre incombenze, abbiamo perso il gusto della donazione, della bellezza del dare da parte di Dio e della gioia e della felicità del ricevere.

Don Emilio

01 AGOSTO 2020

Perdono di Assisi: dal mezzogiorno di oggi, 01 agosto, sino alla mezzanotte di domani, 02 agosto, si può lucrare una volta sola l’Indulgenza Plenaria alle seguenti condizioni:

  1. Visita, entro il tempo prescritto alla Chiesa, recitando il Padre Nostro ed il Credo.
  2. Confessione sacramentale e comunione eucaristica.
  3. Preghiera secondo le intenzioni del Papa (almeno un Padre Nostro ed una Ave Maria, o altre preghiere a scelta).
  4. Disposizione d’animo che escluda ogni attaccamento al peccato, anche veniale.

26 LUGLIO 2020

Domenica 26 luglio, XVII del Tempo Ordinario

Ore 08.00:   Vitti Anna e Boggiani Antonio

Ore 09.30:   Rita e defunti fam. Abbà e Pietra

Ore 11.00:   Per la comunità

Lunedì 27 luglio

Ore 8.30:   Battista, Maria, Mario e genitori defunti

Martedì 28 luglio

Ore 20.30:   Angela Granato

Mercoledì 29 luglio

Ore 08.30

Giovedì 30 luglio  

Ore 08.30

Venerdì 31 luglio

Ore 08.30

Sabato 01 agosto

Ore 17.00

Domenica 02 agosto, XVIII del Tempo Ordinario

Ore 08.00:   Per la comunità

Ore 09.30:   Luigi Scoccati

Ore 11.00:   Ricordiamo tutti i defunti del mese

26 LUGLIO 2020

Cari fratelli,

lo scriba sapiente e Salomone sono due emblemi di sapienza, la virtù della pienezza umana e spirituale.

L’immagine del tesoro e della perla nella tradizione sapienziale è stata appunto usata per designare il valore incomparabile della sapienza.

La maturità interiore è un valore inestimabile e ogni credente deve lottare per far crescere ogni uomo in sapienza e grazia.

Le realtà terrestri, umane e scientifiche, culturali e spirituali, sono raggi dello splendore divino.

Favorire arti, scienze, filosofia, ricerca religiosa e quant’altro è collaborare al progetto armonico che Dio ha tracciato per l’uomo.

Esiste quindi una scala di valori.

Per i valori fondamentali è indispensabile operare una scelta.

L’educazione alla decisione adulta e libera è primaria anche nella fede.

Il ricco trafficante di preziosi della parabola odierna ha intuito con la sua abilità che in quella perla c’è un valore inestimabile, magari sepolto tra tanti oggetti appariscenti, ma di scarto.

Egli punta tutto su quel valore unico.

Quante volte l’incapacità di giudizio e di decisione disperde l’uomo verso pseudo valori lasciandogli tra le mani solo paglia e polvere.

Gesù prende spunto dalla professione dei pescatori per un’altra delle parabole odierne.

Essi, dopo aver raccolto le reti, fanno una cernita tra i pesci, per distinguere quelli permessi dalle leggi alimentari che riguardano il cibo puro, perché in base di una norma del Levitico i pesci senza scaglie erano proibiti.

Da questa prassi Gesù deduce una lettura della vita umana.

Al termine della nostra storia, Gesù separerà il bene dal male, i veri dai falsi valori.

Il giudizio farà brillare la verità, la giustizia e l’amore, ribaltando le scale dei valori collaudate dagli uomini per difendere il loro egoismo.

Perché i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri e le vie di Dio spesso purtroppo non sono le nostre vie.

Don Emilio